Icone sacre bizantine dipinte a mano - Descrizione e dettagli
San Alessandro, patrono della città e della diocesi di Bergamo, emerge nella memoria ecclesiale come uno degli ultimi e più luminosi frutti della legione Tebea , quella schiera di soldati cristiani provenienti dall’Oriente che, tra III e IV secolo, testimoniò la fede fino al sangue. Alessandro, comandante di centuria, aveva già condiviso con i suoi compagni l’esperienza della disciplina militare e della fedeltà a Cristo, maturata in un ambiente dove l’obbedienza all’imperatore non poteva mai superare l’obbedienza a Dio.
Quando in Occidente si intensificò la persecuzione contro i cristiani, ad Alessandro fu imposto di partecipare alla loro ricerca e repressione. Egli oppose un rifiuto fermo e limpido, conforme alla coscienza cristiana che non può perseguitare ciò che riconosce come corpo del Signore. Il suo gesto provocò la decimazione della sua unità: molti compagni caddero, mentre lui, scampato alla sorte, iniziò un cammino di fuga e testimonianza.
Raggiunta Milano , fu riconosciuto e incarcerato. Ma la Provvidenza gli venne incontro attraverso San Fedele , che organizzò la sua liberazione. Da lì Alessandro si rifugiò a Como , poi discese verso la pianura attraversando Fara Gera d’Adda e Capriate , fino a giungere a Bergamo , dove trovò accoglienza presso il principe Crotacio . In quella città, che sarebbe divenuta la sua patria spirituale, iniziò un’intensa opera di evangelizzazione: annunciò Cristo con la forza mite dei martiri e convertì molti, tra cui i futuri martiri Fermo e Rustico .
Ma nel 303, durante la persecuzione di Diocleziano, Alessandro fu nuovamente scoperto. Condannato alla decapitazione, affrontò la morte con la serenità dei testimoni della Risurrezione. Il suo martirio avvenne il 26 agosto a Bergamo, nel luogo dove oggi sorge la chiesa di Sant’Alessandro in Colonna , segno perenne della sua presenza e della sua protezione sulla città.
La Chiesa lo venera come soldato di Cristo , che trasformò la disciplina militare in disciplina evangelica, e come patrono di Bergamo , custode della fede di un popolo che da secoli riconosce in lui un padre e un intercessore.
Icone sacre bizantine dipinte a mano





















































