Icone sacre bizantine dipinte a mano - Descrizione e dettagli
La sacra immagine della Salus Populi Romani , custodita nella Basilica di Santa Maria Maggiore , appartiene alla tradizione delle icone attribuite a San Luca , ma gli studi più recenti la collocano tra il IX e il XII secolo , opera di un autore anonimo. È una Madonna Odigitria , la Madre che indica la Via, il Figlio che porta in braccio e che presenta al mondo come unica salvezza. Maria regge Gesù sul braccio sinistro: il Bambino benedice con una mano e con l’altra tiene il libro, segno della Parola eterna. I loro volti, di una bellezza affascinante, fissano il fedele con uno sguardo penetrante e amorevole, capace di consolare, di interrogare, di accogliere.
Nella mano sinistra, Maria tiene un fazzoletto , simbolo della sua missione materna: asciugare le lacrime di chi piangente si rivolge a Lei. È la Madre che consola, che ascolta, che accompagna. Le lettere greche sullo sfondo – ΜΡ ΘΥ , mḗter theoú – proclamano la sua identità: Madre di Dio , secondo la definizione del Concilio di Efeso. Il volto della Vergine è dolce ma solenne, segnato da una quieta regalità; quello del Bambino è maturo, secondo la tradizione orientale, perché Egli è Sapienza eterna anche nella sua infanzia.
Questa icona è legata profondamente alla storia di Roma. Dal 1256 era posta nella navata centrale di Santa Maria Maggiore; nel 1613 , papa Paolo V la fece collocare nella Cappella Paolina , costruita appositamente per custodirla. Il popolo romano si rivolgeva a Lei nelle pestilenze, nelle calamità naturali, nelle guerre: la Vergine era rifugio, protezione, speranza. Davanti alla Salus Populi Romani hanno trovato eco gli avvenimenti più importanti della vita religiosa e civile della città.
Nel 1931 , per il quindicesimo centenario del Concilio di Efeso, Pio XI indisse un congresso mariano per onorare l’icona. Nel 1950 , Pio XII le rese omaggio durante la proclamazione del dogma dell’Assunzione; nel 1954 , nel primo anno mariano, la incoronò solennemente. Nel 2000 , Giovanni Paolo II affidò l’immagine ai giovani durante la Giornata Mondiale della Gioventù, dichiarando che, insieme alla Croce, avrebbe accompagnato tutte le GMG come segno della materna presenza di Maria accanto ai giovani chiamati ad accoglierla nella loro vita.
L’icona è diventata simbolo di consolazione anche nel nostro tempo. Il 27 marzo 2020 , durante la pandemia, fu esposta sul sagrato di San Pietro nel momento straordinario di preghiera voluto da papa Francesco . Sotto la pioggia, nella piazza vuota, la Salus Populi Romani apparve come Madre che veglia sul suo popolo ferito. Al termine della celebrazione, il Santo Padre impartì la benedizione Urbi et Orbi , con la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria.
La Salus Populi Romani è dunque icona della protezione , della consolazione , della presenza materna . Maria non trattiene il Figlio: lo presenta, lo dona, lo offre al mondo. Gesù benedice, la Madre consola. Insieme, vegliano sul popolo romano e su ogni credente che si affida alla loro luce.
Icone sacre bizantine dipinte a mano




















































