Icone sacre bizantine dipinte a mano - Descrizione e dettagli
L’Arcangelo Michele , il cui nome significa “Chi è come Dio?”, appare nella Sacra Scrittura cinque volte: tre nel libro di Daniele, una nella Lettera di Giuda e una nell’Apocalisse. In ogni citazione egli è presentato come capo supremo dell’esercito celeste , il Principe degli angeli che combattono contro il male. La sua figura emerge come quella del guerriero divino , colui che difende il popolo di Dio, che affronta il drago dell’Apocalisse, che sostiene la lotta spirituale che si svolge nel mondo fino alla fine dei tempi.
Nell’iconografia cristiana, Michele è raffigurato come angelo‑guerriero , rivestito di corazza dorata , simbolo della luce divina che lo avvolge e della forza che riceve da Dio. La corazza non è solo armatura: è gloria , è splendore, è la manifestazione visibile della potenza celeste. Le sue ali, ampie e luminose, indicano la sua natura spirituale; la postura eretta, solenne, mostra la sua vigilanza eterna. Spesso tiene in mano una spada o una lancia , strumenti della lotta contro il Demonio, che continua a spargere nel mondo ribellione e oscurità. In altre icone, Michele calpesta il drago, segno della vittoria definitiva del bene sul male.
La Chiesa gli ha sempre riservato un culto particolare, fin dai tempi antichissimi, riconoscendolo come difensore della Chiesa e protettore del popolo cristiano . La sua statua domina la sommità di Castel Sant’Angelo a Roma, antica fortezza papale: Michele è il guardiano della città, il custode del Pontefice, il vigile protettore che veglia dall’alto. Nel Medioevo, i pellegrini lo invocavano nei santuari dedicati all’Arcangelo disseminati lungo le vie dei grandi cammini, chiedendo protezione dalle malattie, dallo scoraggiamento, dalle imboscate dei briganti. Michele era il compagno di viaggio, il difensore dei deboli, il custode dei viandanti. La tradizione lo considera patrono degli spadaccini , dei maestri d’armi , dei doratori , dei commercianti , di tutti i mestieri che usano la bilancia , dei farmacisti , dei pasticcieri , dei droghieri , dei merciai , dei fabbricanti di tinozze , dei radiologi e della Polizia . La bilancia, spesso presente nelle sue raffigurazioni, richiama il giudizio divino: Michele pesa le anime, guida i giusti, sostiene i penitenti.
Nell’icona, il bastone che egli tiene rappresenta la bacchetta degli ostiari , coloro che custodivano il luogo sacro: Michele è il custode del cielo, il guardiano della soglia divina. La sfera che spesso regge nella mano è il Globo Crucigero , sul quale compaiono le iniziali di Cristo: simbolo della podestà di Cristo sulla terra , che Michele difende e proclama. La sua figura è insieme maestosa e luminosa: la corazza dorata, la spada, le ali, il volto giovane e severo, tutto concorre a mostrare l’Arcangelo come manifestazione della giustizia divina , come luce che squarcia le tenebre , come forza che sostiene i credenti nella lotta spirituale .
La sua festa liturgica è il 29 settembre , celebrata insieme agli Arcangeli Gabriele e Raffaele : tre luci, tre presenze, tre messaggeri della gloria di Dio.
Icone sacre bizantine dipinte a mano




















































