Icone sacre bizantine dipinte a mano - Descrizione e dettagli
Sant’Agostino nacque nel 354 a Tagaste, in Numidia, da padre pagano e madre cristiana. La sua vita è un cammino inquieto, una lunga ricerca, un cuore che non trova pace finché non riposa in Dio. È stato la mente più grande che il cristianesimo abbia mai avuto: filosofo, teologo, pastore, mistico, uomo di carne e di spirito, di lacrime e di luce.
Da giovane visse una vita agitata, come lui stesso confessa nelle Confessioni , scritte tra il 397 e il 400, quando era già vescovo di Ippona. Ricorda quel tempo con parole che sono tra le più celebri della letteratura cristiana: «Tutto si agitava intorno a me, una miriade di amori senza legge; era dolce per me amare ed essere amato.» La sua sete di verità lo portò dapprima al manicheismo, la dottrina del persiano Mani che criticava l’Antico e il Nuovo Testamento e che prometteva una spiegazione razionale del male. Ma quella dottrina non saziò la sua intelligenza né il suo cuore.
Per volontà della madre Monica, si fidanzò, ma poi decise di rimanere celibe per dedicarsi interamente alla ricerca della verità. Insegnò retorica a Roma nel 383, poi a Milano, dove incontrò Ambrogio. Fu l’ascolto delle sue omelie, la bellezza della liturgia, la profondità della Scrittura a condurlo alla fede cristiana. Nel 387, nella notte di Pasqua, Ambrogio lo battezzò: fu il momento in cui la sua vita cambiò direzione, come un fiume che trova finalmente il mare.
Ritornato in Africa, Agostino fondò una piccola comunità monastica. Nel 395 fu ordinato vescovo di Ippona, città che avrebbe guidato fino alla morte, avvenuta nel 430 mentre i Vandali assediavano le mura. Morì pregando, con i salmi davanti agli occhi, come un uomo che consegna la sua anima a Dio dopo averla cercata per tutta la vita.
La sua filosofia è profondamente segnata da Platone, ma trasfigurata dalla rivelazione cristiana. Agostino insegna che per giungere alla verità bisogna sottrarsi al tumulto delle sensazioni materiali e cercare, con l’aiuto di Dio, le verità eterne e immutabili che abitano nel profondo dell’anima. La sua dottrina della illuminazione è una delle intuizioni più alte del pensiero occidentale: Dio è la luce interiore che permette all’uomo di conoscere.
Le Confessioni , in tredici libri, sono un capolavoro assoluto. Il libro XI, dedicato al problema del tempo, è una delle pagine più alte della filosofia. Agostino afferma che il mondo è stato creato dal nulla , contro la concezione greca che immaginava una materia eterna. Dio non ha dato forma a qualcosa che già esisteva: ha creato tutto, anche il tempo. Per questo non si può chiedere perché il mondo non sia stato creato prima: non c’era alcun “prima” , perché il tempo stesso nasce con la creazione.
Il tempo, dice Agostino, è un mistero: «Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo, non lo so.» È una distensione dell’anima tra memoria, attenzione e attesa: passato, presente e futuro vivono dentro di noi.
Agostino affronta anche il problema del male: esso non sta nelle cose materiali, ma nell’azione dell’uomo che, desiderando ciò che è inferiore, fa prevalere la natura materiale su quella spirituale. Il male è privazione, disordine, mancanza di bene. E la salvezza non può essere ottenuta dalle sole forze umane: è dono della grazia, iniziativa di Dio che libera e trasforma.
Man mano che gli anni passavano, Agostino sviluppò una concezione cristiana della storia sempre più profonda: la storia non è un ciclo, ma un cammino; non è un eterno ritorno, ma un pellegrinaggio verso la Città di Dio.
Morì a Ippona nel 430, mentre i Vandali assediavano la città. La sua morte fu come la conclusione di un’epoca, ma la sua opera continua a illuminare la Chiesa e il pensiero occidentale. Agostino è il santo dell’inquietudine che diventa pace, della ricerca che diventa visione, della parola che diventa preghiera.
Icone sacre bizantine dipinte a mano




















































